venerdì 30 aprile 2010

Il nostro paese

Questa è la mappa del nostro paese...

Per farla abbiamo fatto così.
Dopo le passeggiate lungo le strade di Chesallet abbiamo osservato una mappa.

Abbiamo iniziato ad incollare le strade.
Abbiamo discusso molto per metterci d'accordo!


Poi ognuno ha incollato la foto della sua casa...

... e il nome del villaggio in cui abita...


... poi abbiamo aggiunto persone e animali...


...è stato un lavoro lungo e impegnativo...


... ogni giorno la nostra mappa si è arricchita ...


... alla fine è diventata davvero bella, vero?

domenica 25 aprile 2010

Intorno alla scuola


Siamo usciti in passeggiata nei dintorni della nostra scuola accompagnati dalle maestre e dai "nonni volontari".

Osserviamo le strade ed i villaggi...




Nonna Irene ci racconta ciò che faceva quando era piccola come noi...


Nonno Nello ci accompagna alla ferrovia e ci racconta il suo primo viaggio in treno.
In primavera anche noi viaggeremo in treno per andare a Pont Saint Martin.



Poi portiamo a scuola la foto della nostra casa.


Raccontiamo ...


...e disegnamo!


VISITIAMO IL MUNICIPIO...


Visitiamo il municipio di Sarre,
è una grande casa, la casa di tutti .

Il Sindaco ci accoglie nella sala del Consiglio.
Ha la fascia tricolore rossa, bianca e verde,
la bandiera italiana



Ascoltiamo con attenzione...


... poi l'assessore ci dà una spilla con lo stemma del nostro Comune.


Visitiamo gli uffici.
Le impiegate sono molto gentili e ci preparano il "Certificato di nascita".



Ci sono computer in tutti gli uffici...


...e si possono anche vedere le foto delle nostre case!


C'è una mappa con i nomi di tutti i villaggi di Sarre.
Faremo una mappa anche noi!

martedì 8 dicembre 2009

Nonno Camillo racconta…

Quando ero piccolo non c’era l’asilo, c’era solo la scuola elementare, vedete era là (indica dalla finestra) e vicino c’era la latteria. Quando ero come voi, aiutavo la mamma in casa, poi, a 6 anni, è arrivato il mio primo giorno di scuola. Mia mamma di ha accompagnato per mano, ero un po’ timido e parlavo solo patois, l’italiano l’ho imparato dalla maestra. Anche il Parroco parlava l’italiano, però ci faceva pregare in francese.

La maestra Ferrero veniva da Aosta a piedi tutti giorni, anche in inverno, quando c’era la neve. A quei tempi, nessuno aveva la macchina! Non c’era il pulmino: anch’io venivo a scuola a piedi con i miei amici, avevo gli zoccoli di legno. In inverno la maestra accendeva la stufa e ognuno di noi doveva portare un po’ di legna. La classe al mattino era molto fredda e la maestra ci faceva camminare intorno ai tavoli e fare le flessioni, per scaldarci un po’. Poi iniziava ad insegnarci l’alfabeto. Prima facevamo le aste, poi le lettere… c’era un silenzio assoluto… si sentivano volare le mosche! Per chi non stava zitto c’erano le punizioni: in ginocchio per cinque minuti, magari con le mani alzate, era faticoso e tutti imparavano a rispettare le regole.


Ma la cosa importante è che avevamo voglia di imparare. A casa c’era il lavoro che ci aspettava, stare a scuola era un riposo. Finite le lezioni bisognava aiutare la famiglia, andare al pascolo, poi, dopo che la mamma aveva munto, portare il latte alla latteria. Allora c’erano tante mucche a Chesallet e ogni giorno alla latteria si portavano 500 litri di latte. La mattina, a colazione, bevevo una tazza di latte tiepido, appena munto, con un pezzo di pane nero duro; i denti erano robusti!

A scuola non si mangiava niente, non c’era la refezione, ma in inverno salivamo a Rigollet dove la Signora Clapasson preparava la zuppa con la verdura del suo orto. Mangiavamo tutti insieme una ciotola di minestra calda, tutti i giorni minestra, com’era buona! E poi tutti fuori a correre e giocare prima di rientrare a scuola. La maestra a volte ci portava in passeggiata oppure ad imparare dei lavori, qui eravamo nella vigna. Avevamo una giubba nera col colletto bianco e la bambine un grembiule nero col fiocco bianco. Io ero bravo a scuola e studiavo tanto, così mi hanno dato la “Croce al merito”, la dovevo avere sempre puntata sulla giacca, quando uscivamo dalla scuola.

Con i miei amici Placido Bal e Gabriele Béthaz del mio villaggio parlavo patois, ma con la maestra solo l’italiano. Poi sono arrivati dei bambini nuovi che non parlavano né l’italiano, né il patois. Alcuni parlavano il veneto, altri il calabrese. Piano piano hanno imparato l’italiano e anche il patois e io so un po’ di veneto e di calabrese… e siamo diventati amici!

Grazie nonno Camillo!
I tuoi ricordi sono preziosi!

domenica 29 novembre 2009

Passeggiata d'autunno

Partiamo per una passeggiata con le guardie forestali.Zaino in spalla... alla scoperta del territorio intorno a noi.

Il sentiero passa proprio dietro la nostra scuola...

...poi sale sulla collina...

Si vede la scuola dall'alto!
Ci arrampichiamo tutti insieme...

...scopriamo la tana di un animale, forse una volpe!

Il panorama è molto bello.
...e i colori dell'autunno sono fantastici!
Siamo arrivati a Oveillan!
C'è anche un vecchio forno dove si cuoceva il pane di segale.

Ci riposiamo e le guardie forestali ci raccontano una storia sugli animaletti del bosco:
noi oggi non li abbiamo incontrati;
si saranno sicuramente nascosti!

Al rientro attraversiamo un bosco con molti alberi secchi, che il vento ha fatto cadere.

Siamo quasi arrivati: stanchi e contenti della bella giornata...

...abbiamo ancora voglia di cantare!


mercoledì 11 novembre 2009

I nostri gruppi

Al mattino lavoriamo divisi in gruppi,
negli ateliers.
MOTO
SCUOLABUS
CAMPER
Prepariamo il cartello tutti insieme...
AEREO


NAVE

Punteggiamo un cartellino del gruppo col nostro nome...

...che mettiamo ogni volta che lavoriamo negli ateliers,
anche per uscire in passeggiata

AUTOMOBILE